ERROR: Could not find or create a directory (/home/mdluser/moodle2006data/sessions)

Riassunto di Storia moderna Ib (prof.ssa Seidel Menchi)

Storia moderna Ib (prof.ssa Seidel Menchi)
(St.moderna.Ib)

 Questo corso richiede una chiave di accesso

Docente: Silvana Seidel Menchi


Modulo A
- Il potere politico in Europa: istituzioni, rappresentazioni, ritualità (secoli XV-XVIII)- Il modulo funge da introduzione allo studio dell'età moderna. I temi nodali della storia moderna saranno affrontati retrospettivamente, partendo dal presente, inteso come esperienza vissuta di vita civile, politica, sociale, e come esperienza di comunicazione. Le domande da porre alla scienza storica riguardano temi come: cittadinanza, rappresentanza, stato (con particolare attenzione per lo stato moderno e il suo processo formativo), identità e alterità , tolleranza e intolleranza, chiesa o chiese, pace e guerra, l'Europa e gli altri, riforma e rivoluzione, mezzi di comunicazione e opinione pubblica, giustizia e tribunali. Questi temi saranno esaminati e considerati nella duplice ottica della storia istituzionale e dell’antropologia storica (rituali come forme di comunicazione e di costruzione del consenso). Il percorso formativo prevede l'interazione fra docente e studenti. Si prevede che le lezioni-guida del docente siano integrate da interventi degli studenti che verificheranno o metteranno in discussione i temi trattati sulla base della bibliografia di riferimento. La valutazione avverrà su base continua. Il materiale che emergerà dalle lezioni e dagli interventi degli studenti sarà una componente della preparazione dell'esame.

Modulo B

- Peccati, reati, inquisitori, altri giudici: Il controllo sociale nell’Europa moderna (secoli XV-XVIII) - Il modulo si propone di presentare il tema storiografico del controllo sociale dei comportamenti e delle opinioni nell’Europa protomoderna. Come si costruisce la percezione sociale di una trasgressione? Come si crea il consenso comunitario intorno alla rubricazione di un atto come peccato? Come si ottiene che gli interventi repressivi della devianza siano approvati e condivisi dalla comunità ? Come si sposta il confine tra peccato e non peccato, tra lecito e illecito, nei secoli dell’età moderna? Quale è la geografia del peccato nella carta confessionale d’Europa? Quando si delinea nella cultura europea la distinzione tra peccato e reato? Quali sono le istituzioni di controllo e di repressione delle idee e dei comportamenti considerati devianti? Chiesa e stato cooperano nel controllo di questi comportamenti oppure sono in concorrenza tra loro? Quale è l’itinerario di formazione, la cultura, il comportamento dei giudici ecclesiastici e laici che siedono nei tribunali e nelle altre istituzioni di controllo? La storiografia ialiana ha finora associato questo complesso di temi all’attività del Santo Ufficio dell’Inquisizione e ai suoi tribunali, che operarono prevalentemente in alcuni paesi d’Europa (soprattutto in Italia e nella penisola iberica). Il corso si propone invece di prendere in considerazione i fenomeni sopra indicati come comuni a tutti i paesi d’Europa, tanto cattolici quanto protestanti, anche se la percezione del peccato fu diversa tra gli uni e gli altri, così molto diverse furono le istituzioni del controllo e i metodi della repressione. Il corso intende delineare i principali connotati di tali istituzioni sia nei paesi cattolici (tribunali dell’Inquisizione, tribunali vescovili, tribunali centrali della chiesa cattolica come la Penitenzieria pontificia) sia nei paesi protestanti (tribunali matrimoniali, concistori, tribunali parrocchiali, altre istanze di disciplinamento e di mediazione), mettendo a fuoco le figure dei giudici ma anche i comportamenti dei “peccatori” e dei “rei” in alcune delle culture religiosamente e legalmente diversificate d’Europa. E' prevista anche la presentazione delle tesi di Michel Foucault in tema di controllo sociale e di Norbert Elias sul processo di civilizzazione.